Monastero delle monache

SERVE DI S.MARIA DI ARCO

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La Croce splende

nel cuore della vita

dalla nascita

 

agli eventi che fanno la storia

 

alla morte

 

al compimento glorioso del destino umano

 

 

Le quattro scene ai lati della croce, rappresentano l’intero percorso della vita umana di Gesù, che corrisponde a quello di ogni essere umano che viene al mondo.

1. In basso, è la scena del Natale di Cristo, ove ritroviamo i simboli tradizionali: la grotta; la stella; Maria, distesa su un giaciglio rosso (simbolo di vita e di regalità); il Bimbo nella mangiatoia; il bue e l’asino; Giuseppe pensoso in disparte.

2. alla destra del Crocifisso è la scena dell’Annunciazione. Siamo nella pienezza dei tempi: l’umanità in Maria è pronta a ricevere e a rispondere alla Parola di Dio che in lei si fa carne.

3. all’altro lato, è rappresentata, in parallelo alla vocazione di Maria, la chiamata dei discepoli. E’ il momento dell’incontro con Colui che è il senso della loro vita, che li renderà a loro volta “pescatori di uomini”, salvatori dell’umanità sempre minacciata di perdersi nel disordine e fluidità dei falsi valori.

4. alla sommità della croce è raffigurata la Risurrezione di Cristo e dell’umanità con Lui.  Al centro dell’ovale (scuro all’interno come il mistero di Dio, che va schiarendosi verso il bordo esterno) si vede la figura di Cristo che afferra per mano i progenitori dell’umanità, Adamo ed Eva, per estrarli dalle tenebre del sepolcro.

 

Al centro contempliamo il Crocifisso. Le mani, i piedi e il costato mostrano in maniera stilizzata ma evidente i segni delle trafitture da cui scaturisce il sangue che è vita per noi, con l’acqua del costato da cui rinasce nuova tutta la creazione. Non si vedono altre ferite nel corpo che appare composto e armonioso, come se la passione e la morte non l’avessero intaccato e deformato. Solo il volto e gli occhi tradiscono l’intima sofferenza del Salvatore. Gli occhi sono aperti, come se non fosse morto: guardano dritto verso lo spettatore, come a chiedere consolazione e aiuto. E’ un appello a riconoscervi lo sguardo di ogni creatura sofferente che incontriamo nella nostra esistenza terrena.

La posizione arcuata del corpo è l’altro elemento che indica lo stato di sofferenza e di abbandono.

Le braccia invece, ampiamente distese, richiamano l’atteggiamento solenne della preghiera sacerdotale: “Cristo - dice l’Apostolo Paolo - è sempre pronto a intercedere per noi presso il Padre”.

 

“Dal legno della Croce è venuta la gioia in tutto il mondo”

   canta la liturgia del Venerdì Santo.

 

Ancora pochi lo sanno.

Soffrono e piangono senza speranza.

Scuotici, Signore, dal nostro torpore,

dal nostro piangerci addosso.

 

Come a Maria di Magdala

in quell’alba stupenda,

fa’ sentire la tua voce

che ci chiama per nome,

anche se paurosi, dubbiosi, infedeli.

 

Dietro a lei correremo anche noi

ad annunciare che la Vita

sta fiorendo di nuovo

e Tu sei con noi, sempre.

 

BUONA PASQUA A TUTTI

 

 

Carissimo/a amico/a, benvenuto/a

 

 

 

in questa casa di Dio, dove puoi ritirarti per breve tempo, lontano dalle tue abituali occupazioni.

 

Se ti consideri non credente, non sei obbligato/a a partecipare ai nostri momenti di preghiera comunitari; condividerai comunque i beni preziosi del silenzio, della pace, della semplicità, del calore, dell’amicizia.

 

Se sei credente, ti invitiamo ad inserirti nel ritmo della nostra giornata scandita dalla liturgia, secondo il seguente orario:

 

 

  • ore 07.00 LODI
  • ore 12.15 ORA MEDIA
  • ore 17.00 VESPERI ED EUCARESTIA
  • ore 21.00 COMPIETA
  • ore 10.30 SANTA MESSA (DOMENICA)

Al termine della Compieta ha inizio quello che la tradizione monastica ama chiamare il “GRANDE SILENZIO” . Tutte le voci e i rumori esterni si attenuano, affinché ciascuno/a possa ascoltare più facilmente la Voce interiore e segreta che parla anche nella notte e nel sonno: “sia che vegliamo, sia che dormiamo, viviamo insieme con Cristo (1 Ts 5,10).

Per un tuo confortevole soggiorno abbiamo attrezzato e fornito la cucina del necessario, affinché tu possa, eventualmente in accordo con altri ospiti, gestirti liberamente la preparazione e la consumazione dei pasti. E’ un modo per inserirti concretamente, nei limiti delle tue possibilità o capacità, anche nel ritmo di laboriosità e di servizio del monastero.

La Pace sia con te!

 

le sorelle e i fratelli servi di Maria

 

 

Desiderio di bellezza splendida*

 

La composizione bronzea realizza in modo del tutto originale l’antico tema cristiano dell’ Annunciazione. La vergine Maria nulla ha di quell’incerto stupore che si ritrova per lo più nelle arti figurative, bensì esprime un fiotto di passione vitale e gioiosa che prorompe come di fronte ad un evento in qualche modo già atteso.

Il movimento delle vesti, insieme a quelle dell’Angelo, sembra intessere una sorta di “canone” a commento del “canto fermo”: gli sguardi dei due volti, quello della giovane Maria di Nazareth e quello dell’Angelo.

L’angelo attrae a sé la Vergine che, dal canto suo, si protende verso la chiara luce che promana dal volto dell’Angelo.

La dinamica intessuta dal bronzo esprime al pieno la “via pulchritudinis” come ricerca del mistero, cosciente che la vita è più ricca di qualsiasi pensiero. Pur nel chiaro riferimento al mistero cristiano, l’ opera esprime, come in filigrana il desiderio, spesso inconscio, ma non per questo meno urgente di bellezza splendida, amore gratuito, appagamento pieno che da sempre ed universalmente hanno connotato l’ inquieta ricerca di senso del cuore umano.

E nell’insieme emerge anche un tentativo di risposta: la pienezza della vita, l’appagamento della passione più inquietante e vitale, si ha nell’incontro col Divino: un divino gioioso, amante che attrae  a sé. E tuttavia il mistero non si compirà se non nella bellezza di quando il divino assumerà per ciascuno un volto umano…

 

Lucio Pinkus

 

Aroldo Pignattari

Annunciazione bronzea

Monastero Serve di Maria - Arco

bronzo, h. 70 cm. - 1982

* dal libro: 50 anni d'arte a Riva del Garda (di Aroldo Pignattari)

 

MONASTERO SERVE DI MARIA

Via Mantova 11 - 38062 ARCO (TN) - email: info@monasteroarco.eu